Le conclusioni della Festa de l’Unità 2016 di Caposele

L’intervento conclusivo di Armando Sturchio, segretario del Partito Democratico di Caposele

Sturchio- festa unita - caposele 2016

Buona sera a tutti e grazie di essere qui anche stasera, in questa piazza – Piazza Dante – la piazza storica dove sono state pronunciate le parole ed i discorsi più importanti della storia del nostro paese.

Voglio allora ricordare, da qui, in questo momento di Festa, almeno 4 persone che hanno fatto con la loro passione ed il loro lavoro la storia della Festa de L’Unità a Caposele. Sono gli indimenticabili Donato Mazzariello, Peppino Curcio ed i fratelli Amato e Ferdinando Mattia.

 

Questa sera era prevista solo una serata di festa con musica e stand gastronomici ma dopo quello che è successo ieri sera ci è sembrata doverosa e necessaria una conclusione da parte del segretario del circolo, almeno facendo un bilancio di quello che sono stati i dibattiti politici, fare delle precisazioni e ricordare la linea che ci siamo dati alla Assemblea degli iscritti di maggio. 

Solo ricordarla, appunto, perché noi siamo un partito che ha degli organismi che si riuniscono, ne discutono e l’approvano. E questa linea politica rimane scritta, pubblica e facilmente consultabile da tutti sul nostro sito web www.pdcaposele.it, ma anche su Facebook, su Twitter, e finanche (questo per chi, come il Sindaco, non è avvezzo ai nuovi mezzi di comunicazione) sul cartaceo poiché ne è stata fatta un’ampia sintesi sul periodico locale che entra in tutte le nostre case, che è “La Sorgente”, … ringrazio il direttore Conforti per lo spazio che ci dedica.

 

E non è che questa linea la cambiano ogni settimana con un post umorale su Facebook, oppure dobbiamo sentire il bisogno di rimarcarla ogni giorno perché sennò non facciamo contenti i rancorosi, quelli che non è mai sufficiente se non hai la loro stessa rabbia, quelli che hanno il dito facile sulla tastiera ma non lo alzano mai per prendersi un impegno per la comunità. Quelli che fomentano odio quotidiano, che usano a sproposito e continuamente la parola vergogna senza sapere cosa essa sia perché non ce l’hanno. Non si guardano.

 

La linea del Partito Democratico di Caposele non cambia ed è la stessa dal maggio 2015, quando abbiamo “tolto il disturbo” alla maggioranza poiché non condividavamo nessuna azione politica e di programmazione amministrativa messa in campo. E non devo sentire il bisogno di ripeterla ogni qual volta che mi vedete vicino al dr Farina solo per far contento chi non ha la capacità di mantenere i rapporti civili e non ha l’intelligenza di saper distinguere i piani ed i ruoli.

Mi dispiace dover ripetere in piazza quello ho detto al circolo tempo fa:

io voglio bene a mio cugino Pasquale, con il quale ho rapporti familiari fraterni;

io ammiro e stimo il dottore Farina con il quale ho rapporti professionali;

io non condivido le decisioni politiche e molte di quelle amministrative messe in atto dal Sindaco Farina con il quale, da segretario di circolo, in 3 anni mi sono seduto per confrontarmi in sole 3 occasioni.

Scusatemi se, come premessa, ho dovuto ribadire dei concetti che sono elementari  per la maggioranza delle persone ma sembrano, giustamente, assurdi per chi scrive concetti sgrammaticati.

Berlusconi, giustamente, quando nacque FI  faceva lezione a quelli che dovevano candidarsi con lui e ripeteva l’insegnamento dicendo: “voi dovete parlare come se aveste di fronte un bambino di 5a elementare”. Questa dritta, noi di sinistra, per formazione, purtroppo non la teniamo sempre in conto e diamo per scontato che tutti ci capiscono.  

 

Ma venendo al bilancio della Festa noi dobbiamo essere soddisfatti di quello che abbiamo fatto. Siamo tra i pochi che ancora riusciamo a fare manifestazioni di questa natura.

Giovedì abbiamo allestito un convegno con i maggiori esperti legislativi sulla materia che maggiormente ci interessa: l’acqua.

bonavitacola, sturchio, de stefanoAbbiamo chiamato al tavolo Lello De Stefano, presidente dell’Alto Calore e Fulvio Bonavitacola, vice presidente della Regione Campania, assessore all’ambiente, quello che ha fatto la legge regionale su questo argomento. Quello che se ne occupa concretamente. Ed a lui ci siamo rivolti per fargli visitare le nostre sorgenti e fargli capire le nostre problematiche ed i nostri interessi per Caposele (speriamo di aver sortito lo stesso effetto positivo che abbiamo constatato con il Presidente De Luca che da quando è venuto in visita a Materdomini e Caposele ci cita in ogni occasione importante, finache nella Assemblea Nazionale del PD davanti a tutti i vertici del Governo).

bonavitacola, de stefano, sturchio A Bonavitacola gli abbiamo chiesto, anche lasciandogli una nota esplicativa,  di prendersi l’impegno di interfacciarsi con la Regione Puglia per poter rivedere le tariffe dell’acqua che noi paghiamo all’AQP. Di insistere affinchè vengano applicate le tariffe della Regione Campania area Sele rispetto a quelle che versiamo oggi. Solo questo significherebbe circa 700.000 euro all’anno nelle nostre casse comunali, che si possono tradurre in servizi. Allora si che parleremmo anche di programmazione estiva.

Di questo il Partito Democratico si è occupato l’altro ieri. Di voler risolvere un problema enorme. Lo ha fatto con competenza impiegando settimane per poter definire i dettagli della visita e quello che era possibile ottenere. Questo è per noi impegno politico per la collettività. Perché non serve gridare davanti ad un bar la solita cantilena e lamentarsi se poi non si hanno gli strumenti per risolvere. Serve per raccogliere consenso, questo si, ma non certo per fornire soluzioni.

Veniamo, invece, ad ieri sera. Un’altra serata di cui poter essere orgogliosi allo stesso modo. festa unita caposele- dibattito

Sfido chiunque a citarmi una sola occasione pubblica, che non fosse il consiglio comunale, in cui si sono confrontati in piazza gli amministratori comunali, l’opposizione, i circoli politici, le associazioni. Già solo questo tentativo era da apprezzare. Fatelo voi. Provateci a metterli insieme.

Abbiamo voluto quel tavolo e non il solito comodo parterre in cui si confrontano solo le anime del partito, per dimostrare la nostra vera natura democratica, che si toglie il proprio spazio, o la propria possibilità di parlare ed argomentare le sue ragioni alla gente in piazza, per darla invece a tutti.

Possiamo dire che per buona parte della serata in questo siamo riusciti, tanto che stavo preparandomi per ringraziare gli ospiti per il coraggio e per i toni utilizzati.

Constatiamo però, con amarezza, che siamo talmente disabituati al confronto politico da non averne proprio le minime basi civili.  Non si ha il rispetto dei ruoli, dei tempi, del luogo ne tantomeno per il fatto che sei ospite in casa altrui.

Si è ad una Festa dove chi si è impegnato per le cucine ti fa segno, giustamente, che è tardi, sono le 11 ed anche il gruppo musicale, che hai pagato con la Siae, non gli rimane nemmeno un’ora per suonare. Si deve avere rispetto anche di questo e di chi organizza.

Io, di rispetto ne ho avuto fin troppo, e da padrone di casa ho dovuto rinunciare al mio intervento ed alle conclusioni perché il clima si era completamente trasformato. Questo perché non si è abituati al confronto ma sono allenati solo per i comizi, da soli. La sfortuna nostra è che sono i comizi di 8 anni fa con il Sindaco che ha “sbracato” sui temi e sui tempi impedendo così ogni possibilità di continuare così come era il programma.

Ma la nostra intenzione non era quella di fare un match e stabilire un vincitore. Noi non siamo in campagna elettorale. Non si può vivere costantemente per tutti i 5 anni con l’idea delle elezioni, dello scontro, perché solo quello si è capaci di fare, e impedire qualsiasi analisi, qualsiasi suggerimento costruttivo per migliorare la nostra situazione.

La nostra intenzione era quella di aprire una breccia nella discussione, speravamo in una sorta di autocritica dell’amministrazione soprattutto riguardante la loro chiusura. La nostra intenzione era di stimolare gli amministratori su questioni pratiche e reali della nostra qualità di vita. Non era nostra intenzione censurare nessuno. La nostra intenzione era di favorire un nuovo clima in modo da prepararci in tempo alle prossime elezioni selezionando le migliori competenze ed esperienze del nostro paese, a partire dall’associazionismo.

Devo dire, allora, che NOI SIAMO ALTRO.

Le analisi storiche sulla convenzione sono importanti, come le sono le analisi di una sconfitta elettorale. Quando non se ne capiscono gli errori e non si ammettono le ragioni degli errori  vuol dire che si rifaranno.

Noi siamo altro e non vogliamo perdere il nostro tempo a discutere della Convenzione di Mauriello se era migliore o peggiore. Noi vogliamo risolvere dalle storture quella che abbiamo oggi.

Noi non possiamo permetterci di rimanere impantanati su temi che andrebbero analizzati, ormai, più su un lettino di uno psicoanalista che in una riunione politica.

A noi interessa cosa fare domani per migliorare il nostro paese e lo faremo con chi si impegna davvero, a partire dall’associazionismo.

Certamente non lo faremo con chi non accetta consigli e confronti, ne tantomeno con chi vuole strumentalizzare ogni cosa per alleggerire il rancore, ne a chi guarda solo al passato senza indicare cosa ha davanti.

Non lo faremo nemmeno con chi non è abituato a costruire con pazienza ed impegno, e per questo si arrabbia alla prima difficoltà denunciando, scrivendo note politiche dettate dalla pancia e non dal cervello.

Non rischiamo di fare patti con chi dopo un mese, alla prima incomprensione, può mettere in crisi un programma ed una maggioranza.

Noi, dopo l’esperienza del Cuore, non daremo certamente in mano il paese alla Pancia. Quindi calmatevi, riprendetevi, riattivate il cervello e continuiamo a ragionare, se avete la voglia e capacità di farlo. 

Ma questa è una Festa, scusatemi dello sfogo dovuto, e diamo il via alla musica dei Rewind ed alle ottime pietanze della cucina.  Torneremo ad approfondire le questioni ed i temi che ci eravamo proposti nelle prossime occasioni.

Buona serata e buona Festa de l’Unità.

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