Caro Augias, riparliamo degli Esami di Stato ___di G. Vespucci

Ho scritto ad Augias per riparlare di Esami di Stato. Il grande Augias, però, mi ha risposto che il tema è troppo specialistico per la sua piccola rubrica ed allora pubblico la mia email su FB per gli amici..

Egregio dott Augias,
credo che Lei possa vantarsi, a ragione, di avere pro-vocato, nello scorso luglio, la giusta e necessaria discussione sugli Esami di Stato ed intestarsi, almeno in parte, le modifiche ultime del Consiglio dei Ministri, in merito.
Con un po’ di enfasi, con Orazio, potremmo dire: nunc est bibendum, ecc!
Evidentemente, qualcuno si è reso conto che gli Esami di Stato, al di là dei grandi ragionamenti, avevano bisogno essenzialmente di alcune “mosse del cavallo” per evitare, almeno, quelle scelte più assurde e le azioni più nefaste..

In concreto, le modifiche del Consiglio dei Ministri:
1) 40 punti crediti alla Scuola – non più 25 – e 60 crediti alla Commissione;
2) conservazione della prima e seconda prova scritta, ma eliminazione della terza prova (quella che si è prestata alle manovre più scandalose dei commissari!)
3) ammissione agli esami con la “media del 6” e non con “tutti 6” ( questa che sembra una picciol cosa, rappresenta, invece, una svolta già determinante, poiché eviterà di occultare la reale valutazione degli allievi in ciascuna disciplina).
Detto ciò, però, rimane un ultimo neo, che, se non chiarito, potrebbe vanificare le scelte sopraindicate e metastatizzare il senso stesso degli Esami: rimangono, infatti, i tre commissari interni oltre i tre esterni.

Premesso che, in tal modo,e semplificando alquanto, alla Scuola, di fatto, corrisponderebbero 70 punti su 100, mi chiedo:che senso ha avere attribuito 40 punti alla scuola e poi ancora prevedere la presenza di tre interni?

Questa scelta, se confermata, renderà nuovamente reale il rischio di una vanificazione degli Esami come momento di prova oggettiva e darà luogo, seppure in formato meno evidente, al già visto dialogo tra sordi interni versus esterni.
Cosa impedisce, ai legislatori, di far vivere agli alunni l’Esame conclusivo del secondo grado come verifica delle proprie conoscenze/competenze affidando il giudizio agli esterni, avendo già acquisito quello della propria Scuola?

Gerardo Vespucci A volere essere salomonici, basterebbe alzare a 50 i punti crediti attribuiti alla Scuola ed altrettanti alla Commissione di tre esterni oltre il Presidente: si chiarirebbe per sempre il senso degli Esami di Stato del secondo grado e si risparmierebbe anche qualcosa, che potrebbe servire a gratificare una buona volta quei docenti che a luglio continuano a fare cirenei.

Grazie dell’attenzione
prof Gerardo Vespucci

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