Caposele, il Pd 2.0 – Ermini ci ascolti «Da qui l’acqua alla Puglia, ma la tariffa imposta al Comune è illegittima»

pubblicato dal Quotidiano del Sud – domenica 22/10/17 

 

Viaggio nei circoli Caposele, Sturchio: l’impegno dei militanti merita il congresso

«Siamo il vero Pd, Ermini ci ascolti»

«Da qui l’acqua alla Puglia, ma la tariffa imposta al Comune è illegittima»

 

Quando si parla di circoli improvvisati e di iscritti fantasma non è il caso del Pd di Caposele. La sede c’è e i militanti si ritrovano quasi una volta alla settimana a discutere di politica-amministrazione-sociale, della prossima iniziativa, della festa, di turismo e tutela del territorio e di acqua e quasi mai di tessere. Si aggiornano per il resto via chat, hanno una pagina Facebook e un sito internet che viene puntualmente anche questo aggiornato: ci sono diverse sezioni che contengono news e riflessioni, foto, immagini, comunicazioni.  A guidare la comunità dem di Caposele è Armando Sturchio. «Il nostro circolo funziona, ora ci stiamo organizzando per la visita del Ministro Delrio martedì per inaugurare la Pavoncelli bis (ci dovrebbero essere pure i governatori De Luca ed Emiliano ndr)».

 Il vostro circolo funziona: sembra l’eccezione che conferma la regola. «Attendevamo questo congresso con ansia anche in vista delle elezioni amministrative. Volevamo rilegittimare gli organismi dirigenti del partito in base alla scadenza ordinaria: io sono stato eletto coordinatore a fine ottobre 2013». E invece? «Aspettiamo indicazioni: spero che i congressi nei circoli si terranno a breve. Noi decideremo a maggioranza. Del resto Ermini ha detto di voler ridare dignità ai circoli e parlare con il territorio. Non possiamo discutere sempre delle candidature nazionali. Nelle sedi del Pd c’è un lavoro quotidiano a cui mi sembra giusto che venga dato seguito».

Il circolo Pd di Caposele è in via Petrucci numero 4, una traversa della centralissima via Roma. Fino al terremoto degli anni Ottanta, il cuore pulsante della politica di Caposele era la sede del Pci che non resistette alle vibrazioni di quel 23 novembre e venne giù provocando diverse vittime: «Arrivarono anche Enrico Berlinguer e Antonio Bassolino a visitare il luogo della tragedia. Oggi la nostra sede è un punto di riferimento».

Come si finanzia? «Paghiamo con il tesseramento, i soldi che incassiamo con le Feste dell’Unità, organizziamo sottoscrizioni a premi. E non ho mai chiesto un contributo ulteriore agli amici nonostante negli ultimi anni non ci sono stati i rimborsi delle iscrizioni».

Non c’è Pd senza qualche contraddizione. «In consiglio abbiamo due rappresentanti: il vice sindaco (Donato Cifrodelli ndr) e un consigliere dei opposizione. E’ una anomalia come del resto ce ne sono parecchie in Provincia. Abbiamo contributo alla vittoria di questa amministrazione e poi, come spiegato, in un manifesto pubblico “Abbiamo tolto il disturbo”».

Perché? «Avevamo chiesto un intervento più incisivo a questa amministrazione, per il commercio e il turismo ma le nostre proposte che abbiamo raccolto in vari incontri, non sono state recepite. Dunque abbiamo deciso di muoverci in modo autonomo. Noi chiediamo un tipo di politica che va al di là del semplice governo del quotidiano».

Niente congresso, un commissario per segretario. Il tesseramento come è andato? «Nel 2016 siamo partiti da 120 iscrizioni e rispettando il limite del 20% dei rinnovi abbiamo fatto 18 nuove tessere cartacee più altre 11 on line. Le on line francamente non le condivido e neppure mi sono opposto: iscriversi sulla piattaforma web è possibile, anche se ritengo che è sempre meglio partecipare. Inoltre con la tessera virtuale il circolo territoriale non percepisce nessun contributo economico. Per il tesseramento 2017 ci sono state altre 39 iscrizioni, cioè per la maggior parte quelli che non avevano potuto iscriversi in precedenza. Abbiamo un ufficio di garanzia che funziona. Tutto sommato i numeri sono in linea con gli altri anni tenendo presente che è fisiologico un aumento di tessere in vista del congresso». Che comunque non si fa…«Ne sono molto dispiaciuto. Per anni abbiamo chiesto il congresso e poi niente. La maggior parte dei circoli a livello nazionale hanno fatto il congresso, anche Napoli. Al Pd in questa provincia serve una guida».

Intanto si inaugura la Pavoncelli bis: significa meno acqua per Caposele e per l’Irpinia?

«Fuori dalle mura cittadine, l’inaugurazione della seconda galleria di valico apre diversi fronti di discussione: il primo intercorre fra Regione Campania e Regione Puglia in merito agli accordi di trasferimento; senza trascurare lo scenario nazionale sulla crisi idrica e la necessità di ammodernamento delle reti colabrodo che causano una elevatissima percentuale di dispersione delle acque. In pochissime parole: l’Irpinia è a secco. Non abbiamo più acqua, e tutti abbiamo bene in mente i gravissimi episodi di interruzione dell’acqua subiti nel corso dell’estate. Un paradosso non accettabile che lancia l’allarme su scenari futuri drammatici e da evitare. Condanniamo lo sperpero in tutte le sue forme, ma dobbiamo riequilibrare i rapporti e le quote di trasferimento, alla luce delle nuove condizioni climatiche e di portata del fiume, che non possono essere rimaste invariate nel tempo- né come un secolo fa (per intenderci), tantomeno come un decennio fa». Come fare?

«Sarà necessario aprire un dialogo tanto con i vertici dell’Aqp che con quelli della Regione Puglia. Una prospettiva che deve materializzarsi nell’ottica di due aspetti: il primo è la scadenza del mandato elettorale della giunta Farina – che nel 2012 ha firmato la convenzione; e l’apertura di una nuova partita che si apre nel 2018 fra Aqp- Regione Puglia e il Comune di Conza della Campania per i prelievi idrici del potabilizzatore, e fra Aqp- Regione Puglia per i prelievi da Cassano Irpino.

Una manovra già annunciata nel 2012 dall’allora governatore Nichi Vendola e dall’ex assessore Fabiano Amati, in occasione del completamento dei lavori dell’opera pubblica a Conza.

 La nuova amministrazione di Caposele che avrà il mandato elettorale avrà l’onere di ottenere una ricontrattazione. Le argomentazioni a sostegno di Caposele sono molteplici e blindate da comprovata documentazione. Caposele deve imporsi al tavolo dell’Ente Idrico Campano come comune depositario di sorgente e sottolineare il peso della mole dei trasferimenti, al fine di partecipare alle trattative sull’accordo di programma per i trasferimenti da Caposele alla Puglia.

 Il Governatore De Luca deve essere reso partecipe. La definizione della tariffa dei costi applicata alla bolletta, imposti al comune di Caposele è illegittima in quanto l’Aqp applica la stessa tariffa previsto per la Puglia, fino a Santa Maria di Leuca (il costo è aggravato dal trasporto).

La società di Bari infatti, ignora del tutto la disposizione della Regione Campania che attribuisce tariffe speciali ai comuni depositari di sorgenti. Non possiamo quindi escludere di chiedere un rimborso con efficacia immediata, oppure la definizione di una compensazione a calcolo ultimato, a conclusione della ritrattazione».       

About Administrator 559 Articles

Segretario PD

Be the first to comment

Leave a Reply