Nel 2018 aumentano gli investimenti per i comuni _ di L. Marattin

Ieri gli on.Di Maio e Castelli (M5S) hanno parlato di “Stato che toglie soldi ai comuni” nel commentare la legge di bilancio 2018.

Per rispondere a loro, e anche ad altri che negli ultimi giorni hanno parlato del tema senza avere cognizione di ciò che dicevano, diamo un’occhiata a quello che la legge di bilancio 2018 prevede per gli enti locali?

1) 200 milioni in più di “sblocco avanzi” per gli investimenti (arriviamo quindi a quasi un miliardo ogni anno). Come sempre detto – avendo i comuni l’anno scorso lasciato 6,4 miliardi di avanzi non utilizzati – non crediamo sia questo il punto centrale, ormai: i soldi per investimenti ci sono, ora dobbiamo velocizzare la progettazione (e su questo, sono in arrivo altre novità). Però risorse aggiuntive per questo scopo non fanno comunque mali. Specialmente se qualcuno ti accusa che invece glieli stai tagliando.

2) non tutti i comuni hanno avanzi. Tutti, invece, devono aumentare gli investimenti. E allora altri 150 milioni ai comuni che non hanno avanzi da sbloccare glieli diamo noi direttamente.

3) aumentano gli incentivi economici per i comuni che si fondono. Ora chi fa questa scelta (che, come dimostrato, porta a risparmi a due cifre) riceve per 10 anni dallo Stato il 60% dei trasferimenti 2010, in aggiunta ovviamente ai trasferimenti ordinari.

4) per il terzo anno consecutivo, non vi è un euro di taglio ai trasferimenti comunali. Il contributo dato su questo fronte dai comuni è già stato sufficiente, ma è avvenuto dal 2010 al 2015.

5) viene confermato (anziché annullato, come previsto) il fondo di 300 milioni per i 1800 comuni che nel 2014 furono danneggiati dal passaggio da Imu prima casa a Tasi (imposta poi abolita e rimborsata fino all’ultimo centesimo)

6) continua il graduale addio alla spesa storica. Dal 1 gennaio, il 55% dei trasferimenti ai comuni non viene più distribuito sulla base del vecchio e “cieco” criterio della spesa storica, ma sulla base di fabbisogni standard e capacità fiscale.

7) il governo è pronto – per la prima volta – ad annunciare a novembre ad ogni comune italiano l’ammontare preciso dei trasferimenti su cui potranno contare nel 2018, così che i bilanci preventivi possano essere fatti entro il 31 dicembre. Il che aiuta non solo la programmazione e gestione della spesa, ma anche e soprattutto gli investimenti. E inoltre, chi fa il bilancio entro il 31 dicembre, ha diritto a un disboscamento di vincoli inutili e ridondanti (tetto alle spese di pubblicità, convegni, ecc).

8 ) formalmente non c’entrano i comuni, ma i presidenti delle province e città metropolitane sono sindaci…. a questo comparto – a chiusura, speriamo, della infinita transizione – vanno 370 milioni di euro.

Questi i principali provvedimenti previsti per i comuni nel DDL Bilancio 2018. Su altri ancora stiamo lavorando. Si aggiungono a 3 anni di provvedimenti espansivi, in primo luogo la rottamazione del Patto di Stabilità Interno.

C’è sempre da migliorare ed è sempre legittimo criticare. Ma chi lo fa è pregato di informarsi prima e – laddove possibile – di comprendere quello che legge. E vale per tutti.

 

dalla pagina Facebook di Luigi Marattin 

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